“Che bella giornata”. E’ il titolo del nuovo film di Checco Zalone, nome d’arte di Luca Medici, dopo il successo di “Cado dalle nubi” (2009). Oltre che “una bella giornata”, una piacevole sorpresa. Un film divertente, dove si ride, si ride tanto e si ride davvero e non per effetto di meccanismi scontati e trucchi da quattro soldi. “Perché la leggerezza non è ovvietà”, spiega il regista Gennaro Nunziante. Dove Checco Zalone interpreta sempre se stesso, ma si discosta dal personaggio televisivo del cantante. Anche se poi la musica nel film è importante: la colonna sonora è costituita da sue canzoni. “Nella mia vita la musica è fondamentale”, dice Checco. “Passo due ore al giorno al pianoforte e mi piace, nei film, unire le note alle immagini, commentare con la musica le battute”.

Nel film compaiono altri ottimi attori, molti dei quali famosi (Tullio Solenghi, Rocco Papaleo e Ivano Marescotti) e altri reclutati grazie a Internet: è il caso di Maha, che tiene lezioni di arabo su YouTube, e Luigi Luciano (che interpreta l’amico di Checco, Giovanni). E a proposito di Internet, il film si apre con un’inquadratura che sembra un blog o un sito Web personale, creato da Checco per parlare di sé.

La storia è questa: Checco vive a Milano. L’allarme attentati richiede misure straordinarie per i monumenti a rischio, così viene assunto come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano. In poco tempo, però, diventa lui la vera minaccia per il patrimonio artistico. Nel frattempo incontra Farah, che afferma di essere una studentessa francese di origine nordafricana. Checco se ne innamora. La ragazza in realtà è a Milano con il fratello, per organizzare un attentato. Niente a che vedere con il terrorismo: i due giovani vogliono portare a termine una loro vendetta personale. Farah si avvicina a Checco per sedurlo con il proprio fascino e farne una pedina per realizzare il suo scopo. Ma non ha fatto i conti con i sentimenti…

Un film di comicità intelligente, quella che consente a Checco di dire le battute più pesanti senza risultare sgradevole o volgare. O di trattare un tema come quello del terrorismo senza preoccuparsi del politically correct (anche perché alla correttezza formale delle parole noi preferiamo il rispetto sostanziale degli altri).

“Credo che la parte più interessante del film sia l’improvvisazione”, spiega l’attore. “Le battute più riuscite non erano sul copione”.

Che rapporto ha Checco Zalone con il suo personaggio? “Ottimo”, dice. “L’unico problema è che poi tutti mi identificano con lui anche nella vita e mi chiedono di ‘fare Checco’ anche quando non sono sul set o sul palco!”.

Infine una curiosità: nel film ha un piccolo ruolo anche Caparezza (il cui vero nome è Michele Salvemini), che interpreta se stesso e alcune canzoni… a sorpresa.

Di Francesca Capelli